Inclusione Sociale – Inclusione delle minoranze

Il termine inclusione sociale si riferisce alla società e alle sue attività inclusive. Abbraccia numerosi aspetti e ambiti tra i quali l’inclusione scolastica e l’inclusione lavorativa
Una società inclusiva è basata sul rispetto reciproco e sulla solidarietà, garantisce pari opportunità e un tenore di vita dignitoso per tutti e considera la diversità come un elemento di forza e non di divisione.
L’inclusione sociale vuol dire senso di appartenenza a una comunità, essere uniti da un’identità comune e da valori condivisi.

LA DIFFICOLTÀ DI TROVARE UN IMPIEGO ADEGUATO E REMUNERATIVO PER SENTIRSI PARTE ATTIVA DELLA SOCIETÀ
Una delle strategie elaborate dalla Commissione Europea rispetto agli otto ambiti d’azione principali, è l’occupazione: si è certi che, per raggiungere gli obiettivi di crescita nell’UE, è necessario che le persone con disabilità con un impiego remunerato siano più numerose sul mercato del lavoro aperto. L’associazione UNIAMO GOLDIN Impresa Sociale ha identificato delle criticità riguardanti l’occupazione delle persone disabili intellettive relazionali e si è impegnata a elaborare una soluzione in un momento di alta e sentita crisi economica , dedicando particolare attenzione ai giovani disabili al momento del loro passaggio dall’istruzione al mondo del lavoro, creando un ambiente protetto e progettando un modello di trasferibilità dall’ambiente protetto al reale ambiente lavorativo. L’associazione UNIAMO GOLDIN Impresa Sociale ha risposto pertanto agli obiettivi strategici della Commissione Europea e, anche in collaborazione con le istituzioni locali, ha focalizzato e individuato l’aiuto per quei soggetti deboli, cercando di integrarli nel mondo del lavoro.

 

ATTIVITÀ

In occasione della riforma del Terzo Settore Ecco l’associazione UNIAMO GOLDIN Impresa Sociale si è pronunciata in data 14 marzo 2014 con 2 istanze in tema di “lavoro/pari opportunità” vista la legge così detta “FORNERO” che cita:

“ A decorrere dal 1.1.2013 il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro, con esclusione delle imprese artigiane, potrà assumere direttamente o tramite le agenzie di somministrazione non dovrà superare il rapporto 3 a 2 (in precedenza era 1 a 1) rispetto al personale specializzato e qualificato in servizio. Rimane invariata la disposizione in base alla quale nell’ipotesi in cui non vi siano lavoratori qualificati o siano meno di tre, il datore di lavoro può comunque assumere fino a tre apprendisti”.

1° ISTANZA:
si chiede che le Imprese Sociali che offrono opportunità lavorative in ambiente protetto a ragazzi/persone con disabilità intellettiva relazione accertata possono avere “deroga” del nr complessivo di apprendisti: che queste persone non facciano accumulo con il personale apprendista “normo dotato”

2° ISTANZA:
si chiede che per i ragazzi/persone con disabilità intellettiva relazione accertata si preveda l’istituzione di un periodo di PRE APPRENDISTATO dalla durata di almeno 3 anni tanti quanti il normale apprendistato. Sia che questo periodo venga svolto in una unica sede lavorativa che in un’altra sede. specialmente i ragazzi con residua ma presente capacità lavorativa, necessitano di maggior tempo di apprendimento, ragion per cui risulta automatica tale esigenza al fine di agevolare l’impresa di lavoro che si prende carico della persona con queste specifiche particolarità.